serial kitchen

CUCINA, FOTOGRAFA, RACCONTA

Vorrei un blog di cucina, selfcooked, selfphotographed, selfwritten…
ma da dove si parte?

esercizi di stile

Mi invento un corso a cui vorrei partecipare!

Il titolo?
Cucina, fotografa, racconta.
Un triangolo virtuoso dove fotografia e scrittura, in cucina, fanno a turno la parte degli intrusi.

I protagonisti?
Lui, lei, l’altro.

lui, lei, l'altro

Lui: Davide Dutto, cuoco mancato, fotografo di mestiere, da qualche tempo dentro e fuori dal carcere.
Canta erroneamente: il triangolo, no. Non l’avevo previsto…
Lei: Roberta Corradin, girovaga food writer senza fissa dimora, tra Parigi, Roma, NY e Ragusa, sogna le cuoche che voleva diventare.
Sostiene: i triangoli si sà tirano sempre!
L’altro: Antonio Bufi, detto ‘begliocchi’, cuoco non proprio ‘clandestino’ bensì di professione, appassionato anzi ossessionato dalla scrittura.
Si presenta: ciao Davide, piacere, io sono Antonio quello che poi alla fine si gusterà il triangolo.

cucina, fotografa, racconta

Dove e quando?
Il 19 e 20 febbraio da Eataly a Torino.

Chi ha partecipato?
Diciotto persone che hanno scoperto che cosa succede quando uno chef, un fotografo e una food writer formano un triangolo fatto di consistenze, virtuosismi, fuidità, trasparenze…

Agenda – Primo giorno
Cucina
Esecuzione di quattro ricette. Due da fotografare. Due da sbranare!!! Antonio spiega come si prepara un piatto per uno shooting fotografico, con i particolari accorgimenti dello chef su cotture e consistenze. Il piatto deve essere buono al palato e piacevole da guardare.
Fotografa
Davide racconta come si entra in cucina, quale rapporto si instaura tra fotografo e cuoco, dalla preparazione al piatto finito. Si sperimenta uno still life senza il set di luci in ambiente (situazione ristorante) e con luce flash e post produzione (situazione studio). Infine si realizza uno still life “out of the glass“, con preparazione della luce, impostazioni di ripresa e post-produzione.
Racconta
Roberta spiega la struttura narrativa della ricetta: ogni ricetta è una fiaba, con il lieto fine servito in tavola. Evidenzia i differenti stili di scrittura di una ricetta, le analogie fra la struttura della ricetta e quella della favola. Racconta infine come si adatta lo stile di scrittura della ricetta al destinatario: il blog, le differenti collane, ecc…

Agenda – Secondo giorno
Dalle dieci alle diciotto: otto ore in tutto per cucinare, fotografare, raccontare.
Primo. Formare tre brigate.
Ognuna da sei persone con differenti mansioni.
Secondo. Eseguire tre ricette.
Mostella scottata, panzanella, brodetto all’arancia, emulsione al basilico.
Spaghetto al pomodoro.
Petto d’anatra ripieno di gamberi, verdurine e cioccolato.
Terzo. Rispettare i tempi di un vero ristorante.
Poco meno di due ore per la preparazione, tre quarti d’ora per la durata del servizio.

Antonio supervisiona tutte le fasi di esecuzione, dalla preparazione, alla cottura, all’impiattamento.
Davide coadiuva nella costruzione del set, nel piazzamento luci, controlla le inquadrature durante le esecuzioni, dirige la post-produzione.
Roberta visiona gli ingredienti, scova i tranelli, sottolinea le fasi cruciali dell’esecuzione, controlla che ci sia il lieto fine.

Il risultato finale?
Nientepocodimenoché tre buonissime ricette. Tre blog post!

ORE 13:00
Prima uscita, antipasto: mostella scottata, panzanella, brodetto all’arancia, emulsione al basilico.
ingredienti per la panzanella

Nella foto alcuni degli ingredienti: pane raffermo, rosmarino, arancia, zenzero, mostella.
Macrofasi per l’esecuzione: panzanella + guazzetto + emulsione + mostella.

ORE 13:15
Seconda uscita: spaghetto al pomodoro.

spaghetto al pomodoro

Nella foto alcuni momenti durante l’esecuzione della ricetta.
Preparazioni per ‘comporre’ il sugo: salsa con pelati + pomodori ramati confit + datterini al forno con pecorino grattuggiato.

ORE 13:30
Terza uscita: petto d’anatra ripieno di gamberi, verdurine e cioccolato.

anatra ripiena

Nella foto prove d’impiattamento.
Titolo: relazioni pericolose: l’anatra.
Sottotitolo: va depilata e sodomizzata. Poi non dite che non vi avevamo avvertiti.

foto di gruppo

Grazie a Nando, Roberta, Rosalba, Elena, Francesco, Walter, Carlo, Anna, Massimo, Anna, Cristina, Manuela, Luca, Sonia, Luca, Lorenza, Serena e Erika!

il mio amore per la cucina...

Grazie a Walter per il mio ritratto dal titolo: “Scolapasta mon amour. Ovvero l’amore per la cucina!”.

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4 Responses

  1. p...forno ha detto:

    visto che si replica non voglio assolutamente mancare…. finalmente qualcosa inizia a muoversi…. l’amore per il cibo esce dalla cucina o l’amore per il bello entra in cucina?

  2. lorenza ha detto:

    Brava, bellissimo blog e bellissimo corso. Da rifare a Milano!!!!

  3. Nando Mutarelli ha detto:

    Si bello e divertente al prossimo parteciperò con mio figlio e la sua compagna, se fosse a Milano ne porterei molti di più, avevo fatto un proposta a Valentina e cioè di farci un bell’attestato di partecipazione, sarebbe estremamente figo, ciao Nando

  4. anna & massimo ha detto:

    anche a costo di ripeterci….. splendida esperienza, con degli ottimi compagni di viaggio. il blog id Valentina? moooooolto bello; BRAVA!!!

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Antonio Bufi

Antonio Bufi nasce in quel di Molfetta, una ridente cittadina che si affaccia sull’Adriatico, una manciata di anni fa. Dopo aver provato a far volare dal balcone aeroplanini fatti con i fogli su cui scriveva i sui pensieri imberbi, rimane folgorato come Paolo sulla via di Damasco dalla buccia di limone che sua madre usa per la crema pasticcera...

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Valentina Pelizzetti nasce in quel di Torino, una verde cittadina attraversata dal Po, pochi anni dopo Antonio. Dopo aver sognato invano di essere la Carla Fracci de' noiartri si scrive ad architettura...

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